Mollare tutto e cucinare in giro per il Mondo - Umberto Esposto

Aggiornato il: 24 lug 2020



Chi eri e cosa facevi 3 anni fa prima di partire?


"Io ho iniziato la mia carriera lavorativa come giornalista di videogiochi, essendo sempre stata la mia passione. 

Successivamente essendo balbuziente, ho fatto un corso per sopperire a questo mio problema e mi sono unito a questa scuola, per la quale ho lavorato con loro in tutta italia.

Dopo questa esperienza, ho avuto per 4 anni uno studio per la cura della balbuzia.

Ovviamente nel mentre ho fatto anche tantissimi altri lavori, ma il mio secondo lavoro principale è sempre stato la cucina e la ristorazione."



Come mai hai deciso di partire e cambiare vita?


"Ho sempre avuto lo spirito del Wanderlust, una voglia che ho sempre cercato di bloccare.

Un giorno vedendo il Film “I Sogni segreti di Walter Mitty” mi sono ritrovato a casa da solo a piangere come un bambino.

Ho scelto di partire il giorno in cui mi ha lasciato la mia ragazza e mi ha chiamato il mio amico dicendomi che serviva un cuoco a Barcellona. Il caso ha voluto che in un forte momento di sconforto mi si sia presentata questa opportunità e quindi non ho voluto pensarci su due volte."



Dove hai lavorato dopo Barcellona?


"Prima di arrivare in Austria, dove sono adesso, ho lavorato in Danimarca, a Lisbona, a Manchester, in barca sulla Senna, in Irlanda, a Francoforte e a Marrakech.

Senza contare il Road Trip in Australia."



Come trovi lavoro in viaggio?


"In certi posti vado e poi trovo lavoro, mentre altre volte prima trovo lavoro e poi mi sposto.

Comunque principalmente trovo lavoro tramite i gruppi Facebook.

Sono uno strumento molto comodo, soprattutto perchè riesco anche a vedere il profilo della persona che mi offre il lavoro. Se sei bravo e ti dai da fare allora c’è davvero tanto lavoro.

Anche adesso che è tutto chiuso, ho trovato 5 lavori in 5 stati diversi ed ho scelto il migliore.

Ci tengo a dire che io principalmente lavoro per passione e non per soldi.

Sono una persona molto curiosa, chiedo e mi informo."




Come sono cambiati i tuoi piani con il Covid-19?


"Dopo l’Austria sarei voluto andare a Istanbul (Il Kebab è il mio piatto preferito), poi in India, Thailandia ecc.

Una volta capito che non potevo continuare il mio viaggio, ho deciso di fermarmi qua.

Successivamente si è presentata l’opportunità di fare il capo cuoco a Como, infatti adesso tornerò in Italia, con l’obiettivo poi di ripartire ad ottobre."



Ti piacerebbe un giorno aprire qualcosa di tuo?


"C’è l’idea di prendere un food tracker e continuare a viaggiare lavorando.

Altrimenti potrei aprire un piccolo ristorante, ma non lo so, perchè vorrebbe dire che dovrei fermarmi."



Ti manca qualche aspetto del rimanere fermo in un luogo?


"No, se mi manca resto o altrimenti ritorno in quel posto. Tra lo scoprire e il rimanere fermo è più forte la voglia di scoprire"



Che consigli daresti ad una persona che vuole intraprendere un percorso simile al tuo?


"Io consiglio di fare il salto. E’ normale ed è giusto che ci sia la paura,

ma la paura è necessaria. Dopo che hai preso la decisione trovi sempre la soluzione.

Quando esci dalla zona confort tiri fuori il tuo spirito di sopravvivenza e fai cose che non pensavi saresti mai stato in grado di fare.

Serve avere spirito di adattamento e avere sempre un piano B."



C’è una cosa in particolare che ti ha ispirato?


"Un discorso di Steve Jobs, in cui dice di essere “folle e affamato”, che tra l’altro calza a pennello con il mio lavoro. 

Ma soprattutto, dice di unire i puntini, cioè nella vita fai quello che vuoi e quello che ti senti, senza ascoltare gli altri, e vedrai che un giorno si uniranno tutti i puntini della tua vita."



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