• Alessandro Napoli

Ragazza partita in solitaria senza conoscere le lingue | Gaia Di Vita


Viaggiatrice solitaria zaino in spalla

Immagina una timida ragazza di 28 anni della periferia di Milano che non conosce le lingue e che praticamente non è mai uscita dall’Italia. Nessun passaporto, nessun viaggio in solitaria, nessun viaggio zaino in spalla e che non ha mai dormito in un ostello.


Forse stai pensando che potrebbe essere la ragazza meno adatta a partire per un viaggio in solitaria, magari sì ma lei ha deciso di non raccontarsi scuse e partire per affrontare i suoi limiti.


Lei si chiama Gaia, una viaggiatrice che ho conosciuto in Messico e che attualmente sta viaggiando da 9 mesi tra Costa Rica e Messico.




Partita in solitaria con un biglietto sola andata a giugno 2021.

Cosa ti ha portato a mollare il tuo lavoro, partire in solitaria e cambiare vita?



Mi sono sentita sempre molto indietro e poco "sgamata" rispetto alle mie coetanee e non perché fossi più stupida ma, semplicemente perché non avevo esperienza. In che cosa mi chiederai? Esperienza di vita! Mentre loro viaggiavano ed esploravano il mondo io rimanevo chiusa nella mia gabbia dorata, con un lavoro a tempo indeterminato che non mi piaceva più, senza progetti e senza ambizioni se non quelle di una promozione o di una convivenza.

Mi sentivo bloccata in uno stile di vita che tutti mi davano come unico e imprescindibile ma, che io non sentivo mio. Con la fine della mia ultima relazione poi ho iniziato a fare a me stessa domande scomode, che però si sono rivelate decisive. Un bel giorno mi sono chiesta:


"Gaia hai solo questa vita perciò, se vuoi scoprire il mondo, viaggiare, crescere, imparare, diventare sgamata come certe ragazze, devi aspettare il principe azzurro oppure, puoi farlo anche da sola?".

La risposta è stata un fulmine a ciel sereno: "Certo che puoi farlo anche da sola! E puoi farlo anche adesso!".


Non so come abbia fatto ma, 4 mesi dopo questa Epifania, in piena pandemia, mi sono trovata seduta da sola, con la mia vita chiusa in 2 zaini, su un volo transatlantico diretto a San José.



Come viaggiare senza conoscere le lingue


Molti credono che non conoscere le lingue sia un limite per cui non è possibile viaggiare.

Tu cosa pensavi prima di partire e come hai superato questa falsa credenza?



Dico: "È una scusa", e lo so bene perché mi sono nascosta anch'io dietro per ben 28 anni. Avevo più paura di partire con questa "mancanza" che di lasciare un lavoro a tempo indeterminato e partire da sola senza fare programmi. Le lingue erano la cosa che mi spaventava e frenava di più. Poi però sono partita anche senza spiaccicare mezza parola al di fuori dell'Italiano eppure, sto viaggiando per il Centro America, da sola, da 9 mesi.

Sai chi mi ha dato la spinta per buttarmi? Le mie 2 incredibili nonne. Quando erano appena maggiorenni si sono trasferite entrambe dal sud Italia in Germania per cercare lavoro. Non sapevano mezza parola di tedesco eppure hanno lavorato e vissuto per anni e anni in un paese straniero (una di loro ha persino preso la patente in Germania!). Mi sono detta: "Cavoli, io sono sangue del loro sangue, se ce l'hanno fatta loro 60 anni fa ce la posso fare anch'io adesso ".




Viaggiare, più di qualsiasi altra cosa, ti da la possibilità di imparare le lingue e tu ne sei la prova visto i tuoi progressi con l’inglese e lo spagnolo.

Quali sono state le difficoltà iniziali e come te la sei cavata in questi 9 mesi di viaggio?



Non voglio mentire dicendo che sia facile, per me è stato un incubo all'inizio, ricordo ancora le mie prime 5/6 settimane in Costa Rica, non ho socializzato con nessuno per paura di fare figuracce o di ricevere domande alle quali non avrei saputo rispondere.


La verità è che non muore nessuno di strafalcioni grammaticali! Se non ti viene una parola oggi come oggi puoi usare Google Translate (o DeepL e WordReference, ancora meglio) ed è fatta! Pensa, ho passato un'intera serata a cena con un ragazzo americano comunicando ogni singola frase col cellulare alla mano: e non solo sono ancora viva ma, ho fatto pure colpo, tanto che ha voluto rivedermi ancora! Le pause imbarazzanti ci saranno, le figuracce pure, i "scusa non ho capito, puoi ripetere più piano?", oppure i "me lo puoi scrivere che non ti capisco proprio?" pure ma: chissenefrega!

Una cosa che non viene mai presa in considerazione è che il linguaggio verbale è solo uno dei tanti mezzi di comunicazione. Esistono anche i linguaggi paraverbale, che fra l'altro, sono molto più potenti e diretti, e li conosciamo tutti! E vuoi sapere il bello? In questi noi italiani abbiamo una marcia in più perché abbiamo una capacità mimica pazzesca. Hai presente quei modi di gesticolare per cui tutti ci prendono in giro? Ecco, quelli sono un'ottimo esempio di linguaggio paraverbale ad esempio che puoi sfruttare efficacemente per farti capire.



Una Consulente del colore viaggiatrice, con la missione di scoprire i colori nel mondo


Sappiamo che sei partita anche perché hai in mente di realizzare un progetto in giro per il mondo con il nuovo lavoro che ti stai creando.

Di cosa si tratta e qual è la missione del progetto?



Circa 2 anni fa ho scoperto una fantastica professione chiamata: Consulente d'Immagine che mi ha spalancato un mondo. Non avevo idea che esistesse un lavoro che avesse a che fare al 100% con la mia più grande passione: i colori.

Così, poco prima di lasciare l'Italia sono diventata Consulente d'Immagine, specializzata in colore. È un mestiere poco conosciuto ma, che esiste da più di 40 anni in realtà ed ho scoperto avere ancora moltissimi angoli inesplorati. Così mi sono detta: "Bene Gaia, come puoi conciliare la tua più grande passione con il tuo desiderio di esplorare il mondo ed allo stesso tempo esplorare l'inesplorato?".

È difficile da spiegare in una o due parole perché è una cosa che non è mai stata fatta prima e sta evolvendo con me. Diciamo che mi sto dedicando a diverse ricerche e studi per conto mio in ambito "colore", che toccano vari aspetti: consulenza d'immagine, psicologia, antropologia, scienza, natura e che tra non molto vi svelerò attraverso il mio blog. Tutte queste ricerche hanno un unico grande obbiettivo (quello che Simon Sinek definirebbe il "perché"): insegnare alle persone a non temere i colori ma, anzi, ad amarli ed utilizzarli a proprio vantaggio come vero e proprio strumento di comunicazione.




Ora immagina che ci sta leggendo una ragazza come te prima di partire, una ragazza che crede di essere la persona meno adatta a viaggiare e non trova il coraggio di partire, cosa le vorresti dire?

Quale messaggio le vorresti trasmettere?



Le direi che la vita è davvero una come dicono, non c'è quella bonus come nei videogiochi, quindi deve darsi il diritto di viverla al massimo nel tempo che ha a disposizione. Anche perché, come mi ha detto una volta un amico: "abbiamo la fortuna di essere nati in quella parte di mondo in cui possiamo scegliere chi essere e cosa fare". Poi le direi di non lasciarsi bloccare o intimorire dal parere negativo di nessuno, specialmente quello di chi non ha mai viaggiato.

Le direi anche che viaggiare da sole non significa essere realmente sole quindi non deve preoccuparsi perché incontrerà tante persone meravigliose disposte ad aiutarla, supportarla ed anche ad amarla, persone che in questo preciso momento, magari chiusa nella sua camera a leggermi, nemmeno si può immaginare. Tutto quello che devi fare è solamente spingersi dall'altra parte delle tue paure!




 

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